L’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”, nata nel 2001 per valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale dei centri italiani, e Assiteca Crowd, piattaforma autorizzata dalla Consob per svolgere attività di equity crowdfunding, hanno stretto un accordo per avviare la raccolta di capitali a sostegno di alcuni progetti di valorizzazione dei piccoli borghi sparsi sul territorio nazionale.

L’idea alla base della partnership riguarda la valorizzazione e riqualificazione del patrimonio architettonico, paesaggistico, storico-culturale di cui molti borghi italiani sono ricchi, attraverso progetti di raccolta di fondi collettivi per migliorare la qualità di vita dei residenti e dare nuovo impulso all’offerta turistica. I progetti presentati dai comuni sono stati selezionati sulla base di una serie di parametri di impatto sociale e di comunicazione nazionale e internazionale associabili all’iniziativa di crowdfunding. I primi tre riguardano: la riqualificazione del Giardino della Pellerina di Furore (SA); il progetto Spiagge ricreative di Laigueglia (SV); il progetto Factory@Polirone di San Benedetto Po (MN). A seguire, nelle prossime settimane saranno lanciati altre sei progetti volti a mettere a disposizione innovativi strumenti di finanziamento per reperire fondi.

È questa l’idea alla base del civic crowdfunding, nato da un’idea di Joseph Pulitzer che, nel 1884, raccolse più di 100 mila dollari da oltre 120 mila donatori per far costruire il piedistallo che sostiene la Statua della Libertà e collocarlo vicino al fiume Hudson. Oggi, grazie ad internet, si è creata una economia civile che fonde la conoscenza delle tecnologie a finalità civiche e sociali e permette ai singoli cittadini di partecipare attivamente alla vita del proprio territorio e di instaurare rapporti di collaborazione per lo sviluppo, la produzione e la condivisione di servizi e infrastrutture non ancora realizzate dallo Stato e dai comuni.   L’appartenenza al territorio, il forte senso sociale e lo spirito di comunità sono aspetti fondamentali per riuscire a superare la barriera di interesse che confligge tra sfera pubblica e privata e poter riqualificare o recuperare il tessuto urbano, raccogliendo l’apporto anche economico e il supporto delle pubbliche amministrazioni e delle forze locali.

Un’altra iniziativa Made in Italy ma con focus internazionale è stata lanciata da Loveitaly!, piattaforma online di crowdfunding dedicata alla valorizzazione e tutela dei beni culturali italiani e sponsorizzata da Lventure Group, holding di partecipazione che opera nel venture capital e investe in startup digitali. L’associazione che gestisce la raccolta fondi è una no profit composta da volontari e un comitato scientifico di quattro archeologi ed esperti d’arte con il compito di valutare la qualità dei progetti di restauro e decidere o se avviare o meno attività di crowdfunding, per permettere lavori di restauro e recupero.  I progetti che stanno ricevendo i primi finanziamenti privati sono il restauro del cubicolo 3 della Domus del Centauro di Pompei, una stanza con anticamera e alcova del II° secolo, e la riqualificazione del Tiaso Marino, sarcofago di età imperiale conservato nella Galleria Corsini a Roma. Capitolati del valore rispettivamente di 53mila e 12mila euro. All’estero, soprattutto nei Paesi anglosassoni, il crowdfunding in campo artistico e culturale funziona ed è un meccanismo già rodato. Non mancano casi di importanti poli museali, come ad esempio lo stesso British Museum, che da qualche anno attingono anche alle risorse dei privati attraverso campagne di raccolta fondi. Pertanto LoveItaly, al fine di sensibilizzare maggiormente gli investitori, le aziende e i privati internazionali ha aperto una sede affiliata, l’American friends of Loveitaly!, per raccogliere fondi, attraverso una piattaforma trasparente che permetta la tracciabilità delle donazioni e un chiaro processo di raccolta.