I grandi capitali privati vengono sempre più destinati allo sviluppo del segmento culturale nelle grandi città nel mondo, un capitale sociale da valorizzare e uno dei fattori di successo della maggior attrattività. Gli investimenti dei privati garantiscono una integrazione sostanziale ai finanziamenti pubblici in diverse capitali mondiali e centri finanziari, come emerge dal World Cities Culture Finance 2017 Report. Dal report si evince che negli Stati Uniti oltre il 50% delle risorse stanziate al settore culturale è raccolto da fonti private, principalmente da singoli individui. Al di fuori degli Stati Uniti, solo a Tokyo il finanziamento culturale è dominato dai privati, principalmente mediante imprese e “corporazioni”.

L’Italia non è ancora mappata nel report ma inizia ad allinearsi alle nazioni europee per quanto concerne la promozione di partnership pubblico-private per la valorizzazione del patrimonio culturale. Recentemente sono state introdotte delle normative atte a incentivare il mecenatismo culturale privato grazie al riconoscimento di sgravi ed incentivi fiscali e all’agevolazione delle sponsorizzazioni.

Tra queste emerge l’Art Bonus che è un’agevolazione fiscale per i cittadini e le imprese che riconosce un credito d’imposta per le donazioni a complessi museali o monumentali, enti dello spettacolo e della cultura. Per le imprese, la misura consente di recuperare il 65% della somma erogata sotto forma di credito d’imposta nella misura del 5 per mille dei ricavi annui. Mentre per i privati il credito d’imposta è riconosciuto nel limite del 15% del reddito imponibile. Dalla sua introduzione nel 2014 ad oggi sono stati raccolti oltre 200 milioni di euro da 6.400 persone. Tra le iniziative di maggior rilievo, nate a seguito dell’Art Bonus, si può ricordare Bulgari che ha donato alle terme di Caracalla, Salvatore Ferragamo agli Uffizi, le Assicurazioni Generali al complesso monumentale dell’Isola di San Giorgio, Unicredit all’Arena di Verona, Cucinelli al Teatro Morlacchi di Perugia. Tuttavia, i 200 milioni raccolti rappresentano un importo ancora ridotto se si guarda al valore del patrimonio artistico-culturale italiano da salvaguardare.

Un’altra forma di supporto al campo artistico-culturale deriva dalle sponsorizzazioni private a vantaggio di restauro, manutenzione, preservazione dei monumenti. Per agevolarne il ricorso, nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici (2016) è stata introdotta una norma che semplifica le procedure per attivare delle sponsorizzazioni culturali private, per quelle sponsorizzazioni di importo inferiore ai 40.000 euro, che possono ora essere attivate senza necessità di un bando pubblico. Le sponsorizzazioni sono uno strumento complementare alle erogazioni liberali private. Consentono allo sponsor che finanzia un progetto di restauro di ricevere un ritorno di immagine e alla città che le riceve di avere i fondi necessari per riqualificare i luoghi simbolo. Un esempio è la sponsorizzazione effettuata da Renzo Rosso per il restauro del Ponte di Rialto a Venezia dove sono stati stanziati al Comune oltre 5 milioni per realizzare, dirigere e coordinare i lavori.

Per mappare il fenomeno dei capitali privati al servizio della cultura serve implementare un sistema di valutazione e comparazione che quantifichi il fenomeno e crei un benchmark di riferimento. In questo contesto è nato il Premio CULTURA+IMPRESA per registrare tutti i progetti culturali realizzati ogni anno e aventi come riferimento il restauro e la valorizzazione attraverso organizzazioni di mostre, spettacoli e progettualità artistico culturali.  Emergono qui tutte le collaborazioni tra il mondo della cultura e i privati che ora vengono messi a fattor comune per implementare un modello che studi gli effetti delle sponsorizzazioni e delle erogazioni liberali sul segmento culturale.