L’Italia è il paese con maggior numero di beni culturali ed è primo al mondo per siti riconosciuti patrimonio dall’Unesco. Merito di una tradizione storica e culturale che spinge ogni anno milioni di turisti a visitare le nostre città, rendendoci quinto paese al mondo come destinazione turistica e fonte di crescente interesse anche per investitori. In questo scenario si inseriscono le oltre 50.000 Dimore Storiche, “driver” di turisti nelle città italiane. Per Dimore Storiche si intendono castelli, ville, manieri ed altre proprietà comprensive di parchi, giardini e adiacenze ambientali costruite per una funzione residenziale o adibite ad essa, come recita lo Statuto dell’Adsi, Associazione Dimore Storiche Italiane. Tali Dimore sono beni immobili di valore storico e artistico, testimonianza di usi e costumi che si tramandano nel presente. Per via del carattere storico-artistico, il Governo, in base alla Costituzione Italiana, impone ai privati che posseggono tali immobili un vincolo di tutela che li obbliga a custodirli in ottime condizioni e di provvedere alla loro manutenzione ordinaria e straordinaria. Questo anche se le Dimore non sempre risultano essere fonte di reddito per via di inefficienze strutturali o architettoniche che rendono a volte impossibili ammodernamenti, restauri e aperture al pubblico. Inoltre, tali strutture immobiliari incidono in maniera indiretta e diretta sull’economia del paese come veicolo di turismo, sostegno al settore edilizio e della restaurazione e gettito fiscale per i comuni. Negli ultimi cinque anni alcuni fenomeni strutturali quali la contrazione di redditività del mercato immobiliare e l’incremento dell’imposizione fiscale diretta e indiretta hanno contribuito ad appesantire il mantenimento e la valorizzazione di tali patrimoni immobiliari. Secondo l’Adsi il 60% proprietari di Dimore Storiche non riesce a far fronte ai costi di gestione e manutenzione imposti per legge pertanto alcuni immobili sono attualmente in vendita sul portale aperto dal governo qualche mese fa, InvestinItalyRealEstate.
dimore storiche venezia

Le Dimore Storiche sono un patrimonio da tutelare non solo per la loro valenza artistico-culturale ma anche perché sono fonte di extra ricavo per lo stato secondo quanto riportato dallo studio di Deloitte commissionato dalla sezione Toscana dell’Adsi presentato nel 2015. Tramite l’analisi di un campione ristretto di oltre 900 Dimore nella provincia di Firenze lo studio è riuscito a dimostrare che le Dimore Storiche generano occupazione, turismo, investimenti e attività sociali. Occupazione poiché 3 persone ogni 1000 occupate sono addette ad attività connesse alla gestione e manutenzione di tali proprietà. Investimenti poiché le Dimore toscane hanno garantito un gettito IMU di oltre 8 milioni di euro extra nel 2015. Turismo in quanto tali immobili hanno una capacità ricettizia del 6% del numero totale di strutture ricettive della provincia e lo studio condotto ha dimostrato che esiste una correlazione positiva tra numero di turisti che visitano una città e la presenza di Dimore Storiche nella suddetta e contribuiscono inoltre alle attività sociali che vengono ospitate al loro interno e rappresentano circa il 25% delle attività pubbliche di interesse sociali sul territorio di Firenze (mostre, corsi, concerti).