L’impact investing sta crescendo a discapito della tradizionale filantropia, mezzo più diffuso fino agli anni 2000 e utilizzato sia da UHNWI che da fondazioni. Perché?

Le donazioni, oltre a non bastare più, sono uno strumento che appare ormai superato. Il social Impact investing, grazie alla sua capacità di coniugare ritorni finanziari con ritorni sociali, permette alle fondazioni e agli individui di sostenere i propri scopi filantropici andando oltre le donazioni senza vincolo di destinazione. Infatti, mentre le donazioni non prevedono alcun ritorno, gli investimenti in imprese ad impatto sociale hanno il potenziale per generare un ritorno finanziario incrementando dunque la base monetaria disponibile per sostenere futuri investimenti e rendere le fondazioni delle strutture autosufficienti nel tempo e capaci di generare utili. Si stima che l’asset under management dedicato all’impact aumenterà fino a 3 triliardi di $ entro il 2020, a fronte degli attuali 400 miliardi $. Le ragioni di tale accelerazione sono diverse. Innanzi tutto, la crisi economica del 2008 e la successiva forte volatilità dei mercati finanziari ha portato gli investitori a rivedere la composizione del proprio portafoglio e a aumentarne la diversificazione in ottica di conservazione. In tale contesto, avendo le serie storiche dimostrato che gli investimenti sociali hanno performance finanziarie comparabili a quelle degli investimenti tradizionali conservativi, l’impact investing diviene una asset class nel quale canalizzare segmenti più rilevanti del portafoglio ottenendo il doppio risultato di  mitigare il rischio e contribuire alla crescita economica e allo sviluppo sociale. Inoltre, le agenzie di rating internazionale hanno inserito delle metriche che misurano la corporate social responsability nei propri indicatori, aumentando il livello di attenzione verso operazioni a positivo impatto ambientale e sociale. Di particolare interesse risulta la forte attenzione dei Millennial nei confronti del’impact investing, facendone conseguentemente intravedere una forte rilevanza negli anni a venire. Il 58% dei c.d. Next Gen all’interno delle UHNW families considera infatti questa asset class come parte imprescindibile di una asset allocation. Anche la tecnologia e i nuovi strumenti web a disposizione stanno aiutando a formare una nuova generazione orientata alla filantropia consapevole, informata e in grado di scegliere tra le molteplici iniziative e attività internazionali misurandone l’impatto sociale, il rischio e i ritorni, in ottica di globale ottimizzazione. Secondo il Report BNP Paribas Individual Philanthropy index 2016, gli Stati Uniti si connotano come leader sia per importi che per numero di operazioni in tema di Impact Investing. Ma la prospettiva fa intravedere un più diffuso radicamento nei singoli paesi collegato a una maggiore propensione a finalizzare le risorse in progetti collegati al proprio suolo sia per maggiore sinergia culturale sia per più alta facilità di valutazione e controllo.

impact investing routes

La modalità prevalente è quella del co-investimento e i settori di maggior attenzione sono ovviamente salute e ambiente.