L’economia Maltese cresce del 7% l’anno e nel Paese si respira oggi un grande ottimismo. Dal 1 maggio 2004 Malta è membro UE a tutti gli effetti, oltre ad essere, al tempo stesso, membro del Commonwealth e delle Nazioni Unite e a godere di oltre 70 trattati contro le doppie tassazioni.

 

Malta rappresenta oggi in Europa forse l’unico Paese con una crescita economica veramente solida, con una espansione media del PIL del 7% negli ultimi anni e del 9% nel 2017 sul 2016. L’ indebitamento pubblico, diminuito dal 70% nel 2012 al 54% nel 2017 ed ancora in diminuzione, ha portato il rating S&P ad A- con outlook POSITIVE.

Una piccola isola nel cuore del Mar Mediterraneo che, insieme alla sorella Gozo, conta circa 450.000 abitanti locali, che diventano oltre 500.000 considerando gli expat, trasferiti sull’isola per motivi lavorativi. La disoccupazione è frizionale, solo il 4%, della quale quella giovanile conta solo il 10% contro il 19% a livello medio europeo.

È considerato il 17esimo Paese su 137 per la solidità del sistema bancario, secondo quanto riportato dal World Economic Forum, Global Competitiveness Index 2017-2018.

Dal 1958, Malta offre un Corporate Tax Rate omogeneo del 35% e una aliquota di tassazione personale tra 0 e 35% in base al reddito, con incentivi specifici in base alle situazioni.

Non potendo beneficiare dell’utilizzo di materie prime sul territorio, l’economia locale si basa principalmente sul turismo, che contribuisce al 25% del PIL, sull’ industria finanziaria (15%), sul remote gaming (12%), ma anche sull’ industria (11%) e sui settori marittimo, IT e della logistica/trasporti che stanno iniziando ad avere un ruolo stabile e significativo nella crescita del Paese.

Dunque, grazie a una base industriale domestica solida e ai servizi, si è generato un rialzo dei prezzi del settore immobiliare soprattutto negli ultimi anni, attraverso la valorizzazione di dimore e costruzioni storiche in tutto il Paese, con  valori interessanti per un investimento.

Dalla consapevolezza del governo maltese dei propri limiti territoriali, è scaturito un sistema legislativo a favore dell’importazione di risorse sull’isola, sia umane, per incrementare il know-how e l’esperienza della forza lavoro, che di capitali, per poter sostenere l’espansione in maniera organica e strutturata.

Al fine di sostenere questo nel tempo, il sistema finanziario ha iniziato a evolversi in maniera rapida a seguito dell’ingresso nell’UE, con l’implementazione delle Direttive Europee, incluse MIFID II, Direttive UCITS e AIFMD. Questo rende a tutti gli effetti i fondi maltesi, sia UCITS che alternativi, assolutamente “passaportabili” in tutti i Paesi UE, analogamente a quelli, ad esempio, di diritto italiano, francese o tedesco.

La snellezza burocratica facilita la comunicazione con le Autorità e il Regolatore, unico interlocutore per gli operatori del settore (MFSA, Malta Financial Service Authority) diventa così un partner di lavoro essenziale che agisce in maniera proattiva e costruttiva.

L’ ambiente collaborativo tra i diversi attori finanziari facilita la progettazione di strutture e di soluzioni ad hoc in tempi brevi sia per investitori istituzionali e privati sia per aziende. I processi autorizzativi a Malta sono infatti più veloci rispetto ad altre note giurisdizioni europee e i costi sia di set-up che di struttura sono circa un terzo rispetto a quelli di Paesi leader di mercato.

La forza lavoro parla correntemente l’inglese, semplificando la comunicazione internazionale, e l’italiano, favorendo ancor di più il dialogo con il nostro Paese.

I fattori sopra riportati, unitamente alle partnership attivabili con le principali società finanziarie, favoriscono lo sviluppo sul territorio maltese di investimenti e capitali di aziende italiane ed europee.

 

Contributo a cura di AQA Capital*


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