È, in particolare, il segmento luxury RE ad attrarre i capitali esteri, soprattutto mediorientali e asiatici, riaprendo le prospettive di ripresa del mercato immobiliare in Italia. A Doha, all’interno del piano di investimenti che ha coinvolto il vecchio continente, grande rilievo ha avuto la campagna di acquisti immobiliari lanciata dal Katara Hospitality Group. Mentre in Europa la famiglia qatariota Al-Thani ha investito in diversi settori, da banche a squadre sportive, in Italia si è concentrata sul settore immobiliare immettendo 800 milioni di euro nel mercato. L’ultimo atto di acquisto ha portato all’acquisizione dello storico Hotel Excelsior situato a Roma, in via Veneto per un valore di 220 milioni di euro.

Ma anche sul versante degli investimenti interni si registrano alcune operazioni rilevanti. Ad inizio di quest’anno MaxMara Group ha effettuato un investimento di 120 milioni di euro per l’acquisto di un edificio in via Montenapoleone a Milano. L’edificio era stato acquistato da IPI nel 2013 e l’attuale transazione è avvenuta fissando il prezzo di vendita a 75.000 euro per metro quadro.

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Il 2016 della riqualificazione

Il 2016 presenta anche opportunità immobiliari nella ex area Expo 2015. Il progetto di adattamento a zona residenziale degli oltre 1 milione di metri quadrati che hanno ospitato il sito espositivo è in fase di destinazione e i primi risultati si possono vedere all’interno degli edifici situati a Cascina Merlata, a nordovest della città, già adibiti ad ospitare i rappresentanti delle delegazioni estere e ora trasformati in edifici abitativi. Alessandro Balducci, assessore all’urbanistica di Milano, parla di una “rinnovata tendenza dei giovani a trasferirsi a Milano” e ritiene il progetto di Cascina Merlata un primo esempio per incanalare questo flusso, offrendo gli appartamenti a prezzi controllati.

È notizia recente il raggiungimento di un accordo tra la Fondazione Fiera Milano e il Gruppo Vitali per il diritto d’uso sulle zone corrispondenti ai padiglioni 1 e 2 di Expo. Il Gruppo Vitali si occuperà di dirigere un progetto di sviluppo dell’area Portello fino alla creazione del complesso chiamato Milano Alta. L’obiettivo del progetto verte sulla riprogettazione di aree finora utilizzate per scopi commerciali e nella creazione di un polo residenziale fornito di aree verdi, strutture commerciali e di ricerca. L’accordo prevede il pagamento di un canone dimezzato (1,5 mln € annui) per i primi due anni di costruzione e, a seguire, il pagamento di un canone annuale per una durata di 50 anni con opzione di rinnovo per altri 50.

Sembra confermarsi un focus degli UHNWI nei confronti di operazioni immobiliari di lusso, non necessariamente commerciali o residenziali. Secondo quanto riportato da un recente articolo del Sole 24 ore, al fine di rispondere adeguatamente alla crescente domanda di advisory immobiliare molte banche e istituti si stanno dotando di uffici con competenze specializzate nella gestione di investimenti immobiliari per UHNWI.