L’accesso al credito non è attualmente un diritto di tutti. Secondo le stime dell’Onu, oltre un miliardo e 200 persone vivono con meno di un dollaro al giorno; quelle prive di accesso ai circuiti finanziari tradizionali, secondo il Microfinance Barometer, sono 2 miliardi (circa il 38% della popolazione mondiale).

In questo contesto si inseriscono le istituzioni di micro finanza, con lo scopo di colmare la distanza tra coloro che non hanno accesso al credito e il sistema bancario tradizionale. Un primo esempio di micro finanza risale agli anni ‘70 quando Muhammad Yunus, economista e banchiere bengalese, presta a tasso zero una piccola somma di denaro ad un gruppo di donne del Bangladesh, intenzionate ad aprire un’attività. In seguito nascerà Grameen Bank, la prima “banca dei poveri” che oggi fornisce micro prestiti in 80’000 villaggi a più di 6 milioni di clienti.

La micro finanza si propone di incrementare il “capitale sociale” dei territori e di sostenere famiglie a basso reddito e tutte le categorie escluse dal circuito finanziario, riducendo la loro vulnerabilità a shock esterni come catastrofi naturali (vedi tsunami, terremoti, alluvioni), crisi finanziarie o politiche nei loro paesi. Da non confondere dunque con il micro credito, che ne è una componente ed è strettamente legata ai soli prestiti vincolati di piccole quantità di denaro.

Un’operazione di micro finanza dunque, non si limita al prestito di una piccola somma di denaro a coloro che sono esclusi dall’utilizzo del sistema bancario tradizionale ma è accompagnata da altri strumenti di impatto sociale. Per fare un esempio, in assenza di “collateral” è possibile che il prestito venga fornito ugualmente ad un gruppo di cinque persone che fungono da garante l’un l’altro. Per accedere ad un secondo prestito è necessario aver restituito la somma precedente e, nel caso di inadempimento, a tutti i membri del gruppo viene negata la possibilità di ottenere credito.

micro-finanza

In uno scenario di accresciuta e costante volatilità sui mercati internazionali, la micro finanza diventa uno strumento a disposizione degli operatori per una diversificazione patrimoniale e una nuova asset class. L’investimento in micro finanza risulta a rischio più contenuto rispetto ad altri investimenti alternativi strutturati con leva finanziaria. In tal senso, la micro finanza, essendo altresì decorrelata dal mercato finanziario, permette una diversificazione nella composizione dei portafogli. Facilita spesso inoltre un veloce e diretto rapporto tra finanziatore e mutuatario, permettendo la costituzione di legami con imprenditori locali e nuove opportunità di business in un clima fiduciario.

Essendo la mancanza di accesso al credito una delle cause del rallentamento nello sviluppo di alcune zone del mondo come India e Africa e essendo queste le due aree emergenti con i tassi di crescita della popolazione tra i più alti previsti nei prossimi anni, l’investimento in operazioni di micro finanza sviluppate in questi territori acquisisce un ruolo rilevante nelle prospettive di crescita economica e nei mercati finanziari mondiali.