Sono 100 le operazioni di private equity concluse nel 2016, secondo quanto riportato dal Private Equity Monitor. Nonostante la leggera flessione rispetto alle 108 chiuse nel 2015, il biennio vede consolidarsi il segmento del Private Equity italiano che, dopo anni di scarsa attività, torna ai livelli pre-crisi.

Private equity italiano

Circa il 50% dell’attività di investimento è stato raccolto da 23 degli 85 operatori attivi in Italia, considerando sia i Lead che i Co-investors. Gli investitori esteri ricoprono un ruolo fondamentale essendo state oltre il 54% le operazioni concluse da fondi non domestici. I fondi di private equity e di venture capital nel 2016 hanno aumentato gli investimenti in Italia del 77% rispetto all’anno precedente (superando per la prima volta gli 8 miliardi di euro), mentre i fondi di private debt hanno impiegato 378 milioni (con una crescita dell’87% rispetto al 2015).

Nel 2016 si riconferma la preferenza degli operatori di settore per deal con modalità di investimento Buy out, concentrati in società target dalle medie dimensioni, sia per revenues che per numero di dipendenti, e con un volume di ricavi mediano pari a 39,8 milioni di euro. Le imprese private e familiari continuano a rappresentare una fonte di investimento. A fronte delle minori cessioni di rami d’azienda di imprese italiane (8% nel 2016 vs. 13% nel 2015) si registrano cessioni di rami d’azienda di imprese straniere.

Le operazioni del 2016 si sono concentrate principalmente nel ramo dei prodotti per l’industria (27%), nel segmento dei beni al consumo (14%) e nel settore alimentare (10%). Questi tre comparti rappresentano oltre il 50% del mercato. Il 69% degli investimenti si è concentrato su imprese con fatturato minore di 60 milioni di euro, mentre i deal su aziende di grandi dimensioni si attestano intorno all’8%.

Nel 2016, il valore riconosciuto dagli investitori alle società target in operazioni di minoranza si attesta a 8,9x, complice il forte posizionamento delle aziende italiane target quali, ad esempio, Moncler e Mutti, per ruolo di leadership sul segmento e per brand awareness.

 

Fonte: Private equity monitor 2016 – AIFI