Il segmento Smart Home è in crescita, in Europa e in Italia, e vale oggi oltre 460 milioni di euro, rappresentando il 30% del mercato Internet of Things, secondo quanto riportato dall’Osservatorio IoT del Polimi.

Ma che cosa si intende per Smart Home? Trattasi di edifici e appartamenti la cui gestione degli impianti di sicurezza, di illuminazione e di climatizzazione viene controllata mediante interconnessione di applicazioni per il controllo dei consumi e dell’efficientamento energetico.

I dati riportano che un Italiano su quattro ha già all’interno della propria dimora un oggetto intelligente e, chi non lo possiede ancora, si dice intenzionato ad acquistarlo entro i prossimi 12 mesi. Le applicazioni più ricercate sfruttano il Bluetooth e la connessione ad Internet e sono legate al risparmio energetico: da soluzioni per gestire il riscaldamento a centri di controllo in remoto dei consumi e degli elettrodomestici. Altri principali segmenti di mercato sono l’assistenza remota in caso di furti (62%), guasti (59%), incendi (40%) e l’assistenza medica (38%). Un 30% degli intervistati dichiara di voler avere delle applicazioni funzionanti tramite dispositivi indossabili, come lo Smart Watch.

Uno degli aspetti rilevanti per lo sviluppo futuro dell’IoT è la capacità dei dispositivi e delle applicazioni di interagire tra loro e integrarsi per poter garantire all’utente finale l’interazione con un’unica interfaccia di controllo. Rilevante diviene altresì la patrimonializzazione dei dati raccolti che possono generare valore con la vendita a terze parti.

La disponibilità di dati puntuali sulle modalità di utilizzo dei prodotti grazie all’IoT rende possibili nuove strategie di prezzo ‘pay-per-use’, che iniziano a interessare non solo i servizi ma anche il marketing dei prodotti stesso. In alcuni casi le formule di incentivazione sono volte proprio ad avere accesso a nuovi dati, che costituiscono fonte di valore per le aziende, come nel caso dei dispositivi wearable. In molti casi le modalità di utilizzo dei dati sono solo parzialmente note nel momento in cui si progetta una applicazione IoT: una parte considerevole del valore può rimanere inizialmente implicita, emergendo solo quando ci si interroga sul potenziale nascosto dei dati digitali.

Per il 2016, spiega l’osservatorio in una nota, si attende una crescita importante in particolare per gli ambiti Smart Home, Smart City, Industrial IoT e Smart Car.