Smart Home, casa intelligente, in Italia è diventato sinonimo di sicurezza ed efficienza energetica, i segmenti che stanno trainando le soluzioni per la Internet of Things nelle abitazioni.

Secondo quando riportato dall’Osservatorio Internet of Things sulla Smart Home del Politecnico di Milano, il mercato vale oggi oltre 250 milioni di euro con una crescita del 35% rispetto al 2016 e viene alimentato dall’attenzione dei consumatori e dei grandi player del digitale e dall’intraprendenza delle startup che stanno proliferando nella nicchia e che spesso si posizionano con un’offerta complementare rispetto a quella dei brand consolidati.

Da parte dei consumatori si assiste a una crescita di interesse per i nuovi prodotti e servizi che apportano benefici tangibili circa il maggior controllo e protezione delle case e la riduzione dei consumi. Dalla indagine svolta su un campione di utilizzatori emerge che l’interfaccia preferita dagli utenti è l’App (69%), a dimostrazione di come smartphone e tablet abbiano un ruolo chiave nell’avvicinare il consumatore alla tecnologia. Sono importanti inoltre le potenziali sinergie con il mondo dei Wearable: il 41% dei proprietari vorrebbe in futuro poter monitorare e gestire gli oggetti intelligenti presenti in casa tramite dispositivi indossabili.

In questo scenario cresce il ruolo delle startup sia a livello nazionale che internazionale. Le soluzioni per la Smart Home sono offerte per il 50% da startup, cresciute del 40% nell’ultimo triennio. Nello stesso periodo l’entità dei finanziamenti erogati da investitori istituzionali è cresciuta del 270%.  L’Osservatorio Internet of Things ne ha mappate 163 operanti a livello globale nella Smart Home (+31% rispetto al 2016), di cui 124 finanziate da investitori istituzionali. Complessivamente negli ultimi tre anni sono stati raccolti quasi 1,2 miliardi di dollari, in linea con quanto fatto registrare nel corso del 2016. Le start up hanno sviluppato prodotti e servizi negli ambiti della sicurezza (22% dei casi) e nella gestione di dati legati a scenari di utilizzo e comportamentali (20% dei casi). C’è poi una quota importante che arriva al 18% che si è dedicata alla creazione di soluzioni per il monitoraggio dei consumi energetici. Le start up sono utilizzate dai grandi player di mercato per stabilire accordi di partnership e complementarietà dei servizi. Un esempio rappresentativo è dato dall’acquisizione per 90 milioni di dollari da parte di Amazon di Blink, azienda fornitrice di un campanello e una videocamera di sorveglianza gestibili da remoto.

Inoltre, le applicazioni Smart Home hanno sempre più una focalizzazione sulla raccolta di grandi quantità di dati, sul funzionamento dei dispositivi connessi e sul comportamento delle persone nell’abitazione e contribuiranno allo sviluppo di una domanda di soluzioni per i Big Data. Su questa tematica si amplierà in futuro il mercato, una volta identificato un sistema condiviso di valorizzazione dei dati che sia conforme alle tematiche legate alla tutela della privacy e della sicurezza.