La situazione economica a livello globale, le incertezze sulla sostenibilità della crescita, accompagnata da tensioni di carattere politico, stanno portando i Family Office (FO) a rivedere le proprie strategie.

L’obiettivo di un FO è quello di sostenere il patrimonio di una famiglia nella protezione e trasmissione del proprio patrimonio in tutte le sue componenti: tangibili e intangibili, in sintesi. Il FO ha la funzione di neutralizzare i rischi e non frazionare il patrimonio, un ruolo di sostanziale protezione. Con la propria strategia, porta avanti la consapevolezza di capitali pazienti, quei capitali cioè che possono sostenere un approccio agli investimenti non speculativo di breve, ma di lungo termine, per massimizzare i rendimenti senza scadenze temporali predefinite.

Le politiche di investimento stanno cambiando a causa delle misure monetarie straordinarie che hanno tenuto artificiosamente basso il costo del denaro.  In tale contesto, con limitate prospettive di ripresa dei tassi e gli elevati costi dei fondi istituzionali, i FO hanno cercato di diversificare i loro investimenti in attività meno liquide. È probabile, visto il contesto generale, che questa strategia continui. Secondo uno studio fatto da Campden Wealth, il portafoglio dei FO ha visto aumentare l’esposizione agli asset alternativi (AA), che pesano il 46% sul totale degli investimenti. Per quanto riguarda lo split degli AA, il peso maggiore è dei Private Equity (22%) e del Real Estate (17%).  È verosimile supporre che, a tendere, i FO aumentino l’attività di investimento diretto sia nel segmento del private equity che negli investimenti diretti nel settore immobiliare e imprenditoriale, con operazioni di co-investment.

La crescente sensibilità, sui mercati finanziari e non, verso nuove pratiche di gestione delle imprese che attuino politiche socialmente responsabili, tenendo conto degli impatti sull’ambiente, sulla società e sulla corporate governance, ha riguardato anche i FO. Di recente sta infatti aumentando l’ attività di impact investing, cioè indirizzare i propri investimenti con l’intenzione di generare un impatto sociale e con aspettative di un rendimento interessante. L’impact investing, inoltre, è una strategia che si sposa con la volontà della famiglia di asserire i propri valori e aumentare la sua reputazione.

Inoltre, ci sono anche i cambiamenti tecnologici che, a loro volta, stanno avendo effetti dirompenti sulla modalità con cui i FO conducono la propria attività, costringendoli a prendere atto e gestire tali mutamenti in modo da farli diventare un momento di crescita. Le strategie di investimento con l’ausilio dell’intelligenza artificiale stanno aumentando, al fine di poter cogliere le opportunità offerte dal mercato finanziario e la Fintech sta diventando uno strumento importante per gestire il patrimonio di famiglia. Proprio per il contesto molto più fluido, poco intellegibile, sarà necessario che i FO adottino nuove applicazioni tecnologiche che permettano loro , ex-ante,  di simulare i possibili impatti delle politiche di gestione di portafoglio, grazie all’ausilio di sistemi di analisi più sofisticati.

Rimane invece sempre focale, per i FO, la continuità generazionale. In Italia l’85% delle imprese sono a conduzione familiare ma solo il 13% supera la terza generazione, un dato quest’ultimo paragonabile a quello di altri Paesi. È plausibile supporre che questa percentuale possa ulteriormente scendere vista la bassa propensione delle nuove generazioni a proseguire l’attività di famiglia, mettendo così anche a rischio l’assetto patrimoniale.  Ogni anno si stima che si firmino 60,000 patti generazionali, di cui il 20% non va a buon fine, causando così una perdita di valore sia per la famiglia che per l’impresa, e anche per il tessuto economico del Paese.

Le sfide che i FO dovranno affrontare riguardano invece un contesto sempre più competitivo, ma che necessita trasparenza nelle attività che gli stessi svolgono. Un maggior controllo del rischio e una sua gestione dinamica diventano  pratiche indispensabili nel contesto attuale. L’adozione di tecnologie avanzate sarà uno dei fattori discriminanti per la preservazione del patrimonio, anche attraverso un processo di digitalizzazione delle attività. Inoltre, i FO dovranno prestare più attenzione al cyber risk,  visto che le statistiche mostrano come siano diventati sempre più vittime di violazione dei loro dati da parte di attacchi informatici.

In un quadro generale, dove le dinamiche di disintermediazione sono in costante aumento, il ruolo dei FO diventerà sempre più importante e la sua affermazione comporterà ulteriori cambiamenti nella gestione degli asset patrimoniali.