Questo primo articolo vuole approfondire la conoscenza del trust, strumento giuridico efficiente nell’organizzazione successoria e per la protezione dei beni di famiglia. 

Il trust è un atto giuridico unilaterale con vincolo di destinazione, attraverso il quale il Disponente conferisce dei beni all’interno del trust a favore di Beneficiari individuati.  Il Trustee ha l’obbligo di gestire gli asset affidati, nell’interesse dei Beneficiari, seguendo strettamente le regole riportate nel Regolamento del trust che viene redatto dal Trustee insieme al Cliente, in modo da prevedere in ogni dettaglio tutte le esigenze di gestione dei beni e regolando, nei tempi e nei modi la successione e l’ordinata trasmissione dei beni ai Beneficiari designati.

La funzione principale del trust risiede nella segregazione del bene conferito.  Il Disponente, infatti, perde la titolarità del bene segregato che non farà più parte del suo patrimonio personale. Per questo motivo il bene segregato in trust non potrà mai essere oggetto di pignoramento da parte di eventuali futuri creditori sia del Disponente che dei Beneficiari.

Il Trust per l’Impresa

L’attività di un’impresa mostra un certo grado di incertezza verso quegli accadimenti aziendali fonti di perdite o passività.

Quando questi rischi sono la conseguenza di operazioni poste in essere nel corso dell’esercizio, riferendosi quindi a specifiche situazioni ben individuabili e non alla generale attività dell’impresa, è possibile prevederle nel bilancio, predisponendo appositi fondi il cui ammontare, a seconda della tipologia di rischio che sono chiamati a coprire, andrà determinato sulla base di realistiche e attendibili stime dell’entità dell’onere.

Esistono però rischi difficilmente prevedibili oppure rischi che dovrebbero prevedere riserve troppo onerose per l’ azienda.

L’imprenditore italiano di conseguenza si trova spesso in una situazione di sbilanciamento del rischio, soprattutto per quanto riguarda quello creditizio, Questa potenziale debolezza può essere in parte risolta con il preventivo uso del trust di famiglia che, grazie alla sua caratteristica segregativa, consente all’imprenditore di spossessarsi formalmente di alcuni beni a Sua scelta, conferendoli nel trust di famiglia con un vincolo di destinazione a favore dei propri eredi, per alienarli dal suo patrimonio personale.

Questa scelta metterà l’imprenditore nelle migliori condizioni per proteggere tali beni dai futuri potenziali creditori, attraverso la segregazione in trust, rendendoli non facenti più parte del suo patrimonio personale.

Importante osservare che per costituire un trust familiare solido ed efficace è fondamentale decidere di costituirlo “in bonis” quindi in maniera preventiva, quando non sono ancora presenti in azienda situazioni creditizie manifeste. In caso contrario infatti, il trust potrebbe essere considerato elusivo e di conseguenza dichiarato nullo.

Il trust di famiglia deve essere considerato come un “vestito su misura” e come tale va tagliato secondo le esigenze del Cliente. Per conseguire con successo le finalità per le quali è stato costituito, bisogna assolutamente rispettare determinate condizioni allo scopo di garantirne la sicurezza, il buon funzionamento e la tenuta nel tempo.

Il trust di famiglia, oltre alle importanti caratteristiche di protezione appena illustrate, può offrire ai Beneficiari leve fiscali nella successione candidandosi in questo modo ad essere considerato un utile strumento per la pianificazione fiscale successoria presente sul mercato.

Il conferimento di beni in trust sconta in Italia le imposte di successione, donazione e ipocatastale, che sono attualmente competitive in Europa e nel mondo.

 

Prendiamo ad esempio la successione diretta tra padre e figli:

L’imposta di successione prevista è del 4% sul valore (catastale se si tratta di immobili) degli asset interessati alla successione, a questo valore si deduce una franchigia di un milione per Beneficiario (l’86% delle successioni immobiliari in Italia sono all’ interno delle franchigie – Fonte il Sole 24 ORE).

Per le ragioni di cui sopra, riteniamo che in un breve periodo questa imposta possa essere aumentata gradualmente fino a raggiungere l’obbiettivo dichiarato di parificarla alla media europea del 25% con punte in Francia del 40%.

Grazie alla caratteristica fiscale del trust, che sconta la tassa di successione al momento del conferimento del bene, il Disponente è messo nelle migliori condizioni per garantirsi il passaggio successorio alle attuali condizioni fiscali. I Beneficiari, dal canto loro, al momento in cui riceveranno i beni alla scadenza del trust non dovranno più nulla all’erario, anche se per allora la tassazione successoria sarà sensibilmente più alta. Questa leva fiscale potrebbe essere ottenuta anche nel caso di donazione diretta dei beni agli eredi, ma in questo modo verrebbero a mancare tutte le regole sui tempi e modi per il passaggio generazionale espresse dal Disponente nel regolamento del suo trust familiare. In alcuni casi infatti, la giovane età degli eredi potrebbe rivelarsi dannosa per l’ordinata trasmissione e gestione dei beni di famiglia nel tempo.

 

Contributo a cura del dott. Marco Zoppi, CEO Global Capital Trust