Al giorno d’oggi sono pochissimi gli appassionati e i collezionisti che acquisterebbero un’opera d’arte contemporanea senza pensare a quale potrebbe essere il suo futuro valore monetario, e senza riflettere sulla bontà o meno di quell’acquisto come “investimento”. Tuttavia, la valutazione culturale ed economica di un’opera d’arte è tutt’altro che semplice, e fare la scelta giusta comporta grande attenzione e una dose di fortuna. Venendo meno, nell’arte contemporanea, l’elemento di giudizio basato sulla distanza storica, risulta difficile attribuire alle opere un valore intrinseco come massima testimonianza di un’epoca storica o dimostrazione di inventiva o virtuosismo senza precedenti.

Nel XIX secolo il poeta francese Théophile Gautier rilevava che quando una cosa diventa utile, cessa di essere bella. Ai tempi di Gautier, l’arte visiva si limitava infatti alla pittura, al disegno e alla scultura, e non si era ancora realizzata quell’ibridazione tra arte e vita quotidiana tipica della nostra epoca.

Dopo le esperienze del Dada e delle avanguardie storiche, seguite dalla nascita della Pop Art e dell’Arte Concettuale, il confine tra arte e vita si è andato progressivamente assottigliando, rendendo sempre più ardua l’identificazione e la valutazione dell’opera d’arte. Ormai superato l’approccio di “arte per l’arte” dei romantici come Gautier e Wilde, i criteri tradizionali di valutazione di un’opera, come il soggetto o l’unicità del lavoro, non possono più essere applicati allo stesso modo. Occorre infatti un lavoro intellettuale più approfondito, che scavi all’interno dei significati dell’opera, raramente accessibili tramite uno studio puramente iconografico.

L’arte contemporanea si presenta in una miriade di forme: arte commestibile, installazioni multimediali, esperienze teatrali, opere di realtà virtuale…. Un vero universo estetico e creativo, per orientarsi nel quale sono necessari strumenti non sempre del tutto accessibili al pubblico non specializzato.

Tuttavia, nel valutare l’acquisto di un’opera, alcuni fattori continuano a rimanere fondamentali: la provenienza, vale a dire la documentazione comprovante l’origine dell’opera e l’eventuale bibliografia; il riconoscimento istituzionale, se l’artista è stato esposto in musei o altre istituzioni culturali, se ha vinto premi, partecipato a residenze e se gode di interesse da parte della stampa specializzata; e il riconoscimento commerciale, quando il lavoro è rappresentato da gallerie di un buon livello e venduto nelle aste internazionali.

Il mercato dell’arte odierno, con i suoi molteplici attori e la sua ampia e variegata offerta ormai di scala globale, complica e allunga i tempi ricerca e il processo di studio e verifica necessari per trovare l’effettivo valore di un’opera d’arte.

Per questo sono nate piattaforme digitali di informazione e scelta che vogliono rendere maggiormente trasparenti questi processi e aiutare i collezionisti nella scelta e nell’acquisto di opere d’arte contemporanea, rispettando i principi sopra elencati.

Contributo a cura di Artvisor
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