Introduzione

Gli Investimenti Sostenibili e Responsabili (Sustainable and Responsible Investments-SRIs) stanno riscuotendo crescente interesse presso gli investitori istituzionali.Includere valutazioni di impatto ambientale, sociale e di Governance aziendale (Environment, Social and Governance – ESG) può rendere la performance di medio-lungo termine del portafoglio in linea con l’andamento degli assets tradizionali o anche superiore. Spinta normativa e utilizzo delle moderne tecnologie potranno ulteriormente sostenere tali investimenti.

Contesto di riferimento

Dieci anni dopo la crisi dei mercati finanziari del 2008, gli investitori hanno progressivamente perso fiducia nel mondo delle istituzioni finanziarie, mentre gli impatti positivi del mondo della finanza sul sistema sociale non vengono considerati adeguatamente. Gli investimenti ispirati ai principi della Sostenibilità e della Responsabilità (Sustainable and Responsible Investments – SRIs) possono essere una valida risposta per indirizzare tali bisogni. Eurosif (European Sustainable Investment Forum), l’Associazione Europea per la promozione e l’evoluzione degli SRIs in Europa, fornisce una chiara definizione di tale approccio agli investimenti. “L’Investimento Sostenibile e Responsabile è una strategia di investimento orientata al medio-lungo periodo che, nella valutazione di imprese e istituzioni, integra l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo, al fine di creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso”.

Strategie di investimento

Secondo la classificazione Eurosif, si identificano 7 principali strategie di investimento, spesso combinate insieme nella gestione di portafoglio. Tra le più diffuse, Esclusioni (esclusione di singoli emittenti, settori o Paesi dall’universo investibile, sulla base di determinati principi e valori); Screening normativo (selezione basata sul rispetto di norme e standard internazionali; Best in class (approccio che seleziona o pesa gli emittenti in portafoglio secondo criteri ambientali, sociali e di governance) e ESG integration (analisi fondamentale e quantitativa integrata con approccio ESG).

Mercato SRIs

Il mercato europeo SRIs si stima pari a circa €11.000 miliardi di euro e quello italiano ne rappresenta circa il 5%. In linea con il trend europeo, anche in Italia le strategie più diffuse sono Esclusioni e Screening normativo, pari a oltre il 90% degli assets totali.

Family Office e SRIs 1

Il mercato degli SRIs è largamente istituzionale. Secondo un recente studio di UBS, che analizza i Family Office a livello globale, circa un terzo degli assets dei Family Office è rappresentato da investimenti sostenibili, con focus particolare su strategie ESG integration e Best in Class. Quasi la metà dei Family Office intende aumentare l’esposizione del proprio portafoglio verso gli SRIs.

Performance e SRIs

Diversi studi dimostrano come gli investimenti ESG consentano performance (almeno) in linea con il mercato. Confrontando l’indice S&P ESG 350 (in cui la capitalizzazione di mercato delle società è ponderata rispetto al punteggio ESG) con il tradizionale S&P Europe 350, emerge come l’indice ESG abbia negli ultimi anni sistematicamente overperformato l’indice tradizionale.

 

Fonte: S&P Dow Jones Indices and RobecoSAM – S&P ESG Indices (March 2017)

 

Prossime sfide per gli SRIs

Gli investitori indicano nella mancanza di flussi informativi di buona qualità e comparabili uno dei principali ostacoli alla crescita ulteriore degli investimenti sostenibili. La compliance alle norme e l’utilizzo delle nuove tecnologie possono fornire un supporto significativo nell’ampliare il set di informazioni non finanziarie periodicamente disponibili e analizzabili.
In Italia, va in tale direzione l’obbligo introdotto dal d.lgs. n. 254/2016 2, a carico delle imprese di ‘interesse pubblico 3, di redigere un Documento Non Finanziario (DNF), ad integrazione delle informazioni finanziare e sulla base di standard nazionali e internazionali riconosciuti. Le informazioni da fornire includono dati sul modello aziendale di gestione e controllo dell’impresa, sulle politiche praticate e sui principali rischi connessi all’attività dell’impresa.
L’identificazione di un set di informazioni non finanziarie, coerenti con gli standard internazionali e sostenibile per le aziende target, da un lato, e la applicazione delle moderne tecnologie (quali Big Data) per raccogliere, analizzare e valutare tali dati in modo efficace ed efficiente, dall’altro, potranno consentire di sviluppare ulteriormente strumenti, tecniche e indicatori di misurazione tali da concentrare maggiormente l’attenzione degli investitore sugli investimenti SRIs, anche a vantaggio della performance
complessiva dei portafogli.

 

1 Source: Eurosif – European SRI Study 2016
2 in recepimento della direttiva europea 2014/95.
3 ovvero aziende che ‘abbiano un numero di dipendenti superiore a 500, e nel corso dell’esercizio finanziario (generalmente l’anno solare) abbiano superato almeno uno dei due seguenti limiti dimensionali, alla data di chiusura del bilancio: a) totale dello stato patrimoniale: 20 milioni di euro (dove per totale dello stato patrimoniale si ritiene debba intendersi il totale dell’attivo dello stato patrimoniale); b) totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40 milioni di euro.’

Contributo a cura della dott.ssa Francesca Lodi, Parva Consulting SpA